Da circa un anno nel web volteggiano due avvoltoi in più a caccia di denaro. Ma questi non fanno phishing con le banche o gli account di paypal. Si aggirano invece intorno a persone affette da malattie degenerative, o comunque fortemente debilitanti: assetati dei loro soldi, giocano con la loro salute.
Si tratta di Andrea Mazzoleni e Gianni Demarin, rispettivamente vicepresidente e direttore di Beike Europe (www.Beike.ch). È una ditta che organizza viaggi della speranza in Cina per chi soffre - tra le altre patologie - di distrofia muscolare, di tetraparesi, di atarassia, di tetraplagia, e chi più ne ha più ne metta. In Cina, a Shenzen, Beike Cina sottopone i pazienti a iniezioni di cellule staminali da cordone ombelicale, e di altre sostanze. Al prezzo di 6.000 € a iniezione. Almeno, questo è il prezzo che viene dichiarato in Italia.
In sé poco di male, soprattutto se le cure dovessero funzionare davvero. Ma giudicate dopo aver letto quanto segue. Il metodo d'azione privilegiato del gatto e della volpe... Pardon, di Mazzoleni e Demarin, è inserirsi nei forum - spesso sotto nickname - e riempire di spam - e anche di sane, grozze, menzogne e panzane - gli utenti che cercano di affrontare collettivamente malattie e disagi. I due, a vantaggio di una ditta che non fornisce alcun dato scientifico a proposito delle tanto vantate cure proposte, millantano conoscenze di carattere scientifico che non hanno.
Un esempio (di almeno dieci che si potrebbero fare)? A metà 2008 sul forum Idea Multipla (http://tinyurl.com/d3jayh) viene segnalato un comunicato che porta a un video (http://tinyurl.com/dlxazy) di 40' in cui Demarin parla di staminali e nel quale sostiene di essere in possesso di "300 pagine di documentazione che nessuno vuole leggere". Documentazione che, guarda caso, Cinzia Lacalamita, Luca Colantoni ed io (il CasoBeffardo risponde al nome di Maria Strada), come anche medici, ricercatori e non da ultimo Fabio Amanti, padre di un bimbo con la Distrofia Muscolare di Duchenne, abbiamo richiesto ottenendo un nulla di fatto. Motivo? Perché "è redatta in cinese" (rinnovo la richiesta per entrarne in possesso: agli interpreti ci penso io).
Parla di Nature, Demarin, (numero di gennaio 2008, articolo: http://tinyurl.com/cklkmx) come fonte contenente dati e procedure, ma in realtà Beike vi è citata solo come ditta emergente, parzialmente finanziata dal governo, che opera con le staminali. Non si parla delle sue procedure, né si elogia la Beike. Anzi.
Al primo commento critico, ecco che si materializza MisterG. Sostiene di essere stato curato da Beike, la quale "opera in modo preciso e metodico". Non fornisce dati né sulla sua malattia, né sui suoi miglioramenti.
Qualcuno, intanto, ricorda che Demarin (che di nome fa G....ianni) è stato protagonista di una campagna spam. MisterG scatta sulla difensiva: "Sono stato tacciato di [...] essere un procacciatore d'affari retribuito dalla Beike, o addirittura di essere Gianni Demarin stesso, sotto mentite spoglie! Non ci credete? guardate qui: http://tinyurl.com/ckcynr".
Purtroppo per lui MisterG sul forum è personaggio noto: qualcuno gli chiede come mai invece di parlare del suo intervento a Rotterdam - sul quale torneremo dopo per dimostrare come le sue parole siano perlomeno sospette - non ha mai parlato di quello con la Beike. MisterG glissa. Ribadisce di non averne mai parlato pubblicamente ("Quasi un anno fa ero sul piede di partenza e quasi un anno fa è iniziata l'avventura che, per certi versi, ancora continua").
Pur lamentandosi di alcuni metodi poco ortodossi di Beike, afferma deciso: "La Beike è in possesso dei dati dei risultati del trattamento sui pazienti limitatamente all'analisi della loro condizione iniziale (valutata con un approfondita visita da un gruppo di più medici specialisti in varie branche della medicina) e delle condizioni alla loro dimissione al termine del trattamento (4 - 6 settimane più tardi), anche queste accertate con una seconda visita da parte degli stessi specialisti. Il tutto viene documentato su filmato". Ovvero, niente dati scritti. E il manuale di 300 pagine di cui sopra?
MisterG invita gli altri utenti a rivolgersi a Beike per avere contatti con i loro pazienti. A parte la violazione eventuale della privacy nel rilasciare i loro dati, ancora una volta non vengono fornite le cartelle cliniche del prima e del dopo. Ma MisterG cita la mail di un malato Beike "CHE LUI HA RICEVUTO IN COPIA". Non è della Beike ma riceve mail sensibili dalla Beike? Se non è spam perché non è direttamente membro della Beike, siamo comunque davanti ad una violazione della privacy da parte dell’azienda. La mail, naturalmente, non riporta né indirizzi, né dati, né firma. Solo l'opinione di tale Riccardo.
Nel frattempo MisterG provvede a smontare alcune cliniche tedesche che offrono un servizio simile. E torna a parlare della sua esperienza a Rotterdam: con la Advanced Cell Therapeutics, a inizio del 2006.
E a questo punto è dimostrabile che parla a sproposito, sulla base di dati raccolti via web (senza leggere le note in piccolo). Si suppone che, prima di curarsi, un malato si informi sulla ditta che lo avrà in cura. MisterG esalta la "Advanced Cells Therapeutics - americana, non cinese..." per il suo follow-up. Bene: la ACT non è - e non può essere - americana. Lo dice chiaramente sul suo sito: è SUDAFRICANA, non proprio la stessa cosa. E scrive esplicitamente, sempre sul proprio sito, "Cord Blood Stem Cell therapy (CBSCT) is not a US FDA approved procedure". La procedura con staminali da sangue di cordone ombelicale non è approvata dalla FDA americana, ossia dall'ente preposto all’approvazione di medicine e terapie.
Un momento: la Beike, in diversi comunicati, si vantava di avere due eccellenti partner americani: l'AELCELL di Stanford California - unico centro di ricerca a non avere a) un proprio sito internet, b) riferimenti in rete diversi dai comunicati di Beike, c) un numero di telefono sulle "white pages" di Stanford, CA - e l'Health Science Center a Houston. Che non cita mai Beike tra i suoi partner. Anche questo risulta incompatibile con le verità della Beike. E le due ditte non dovrebbero poter lavorare sulla CBSCT, dato che Obama ha iniziato a liberalizzare lo studio delle staminali solo con lo scorso mese di febbraio.
MisterG è in difficoltà, anche perché un altro utente riporta sul Forum un articolo di una rivista "seria", The Lancet Neurology - Edizione italiana - Vol. 3 n. 1 aprile 2008, che è ipercritico proprio nei confronti di Beike Cina.
Ed ecco che arriva in soccorso tale utente alterinfo: inserisce una raffica di comunicati ufficiali della Beike, ben oltre il limite dello spam. Un utente nuovo, che spamma. E MisterG gli dà manforte. E di nuovo, minacce agli utenti (da parte di alterinfo, che non sopporta il contraddittorio). Con buona pace del rispetto per i malati.
Risultato? Se non sono stati procacciati nuovi clienti a Beike, è stata comunque impedita una discussione costruttiva. Lo stesso scenario si ripete più e più volte su decine di forum. Poliziotto buono, poliziotto cattivo. Spammer buono, spammer aggressivo. La stessa dinamica dei Troll internettiani (quelli che si inseriscono nelle comunità al solo scopo di disturbare, per divertimento: uno dei casi di Facebook? Quello del falso gruppo "Picchiamo i cani"). Il prezzo, però, in questo caso è la salute degli individui, non la provocazione.... Meditare, gente, meditare.
Io sottoscrivo in pieno
Caro Emilio Fede, ti scrivo e, forse, verrò censurata.
Forse, verrò querelata. Pazienza, ne varrà la pena. In fin dei conti, nella vita, c'è sempre un prezzo da pagare e io sono disposta a correre il rischio di farmi tappare la bocca, pur di dirti ciò che penso. Perdonami se non ho esordito con un servile "caro direttore". Non ce la faccio, con tutta la più buona volontà, a portarti rispetto. Per l'ennesima volta, con l'assunzione di "Miss Alitalia" - Daniela Martani - hai ostentato un potere che pensi di avere, ma che in realtà, è solo frutto del tuo quotidiano inginocchiarti al padrone. Sei un servo. Tu si. Io no. Bella la Martani, vero Emilio? Bella, certo.
Anche capace? Dubito. Sai, caro Emilio, c'è gente, anche se potrà sembrarti strano, che non è disposta a vendersi: io sono una di quelle persone. Per questo, dopo centinaia di articoli scritti, di editoriali e di interviste, non sono neppure ancora giornalista pubblicista. C'è gente, caro Emilio, e questo ti sembrerà ancora più strano, che, al contrario di me, ha anche un tesserino... un tesserino sudato, guadagnato, ma che vale tanto quanto un pezzo di carta igienica. Lo vuoi sapere perché? Perché c'è gente come te. Persone che non rispettano la professione, persone incapaci di seguire le regole, persone che pur di stare in vetta scendono a qualsiasi compromesso. Ora, caro Emilio, ti sfido. Ti sfido a mettere alla prova "Miss Alitalia" con uno di noi. Con un precario. Non accetterai. Lo so bene: farlo significherebbe avere un minimo di dignità e tu, la dignità, l'hai persa da troppo tempo per poterla ritrovare.
Cordialmente
Cinzia Lacalamita
Prendo e rilancio una nota di Senza Bavaglio a proposito del Contratto nazionale di lavoro giornalistico, scaduto nel 2005, il cui rinnovo è ormai in dirittura di arrivo. Il 25 marzo è infatti prevista la firma. Il testo è del gruppo Senza Bavaglio, la grassettatura mia.
Finora a me il contratto in pratica non è mai stato applicato, ma non ritengo questo un buon motivo per accettare certe condizioni... Però ritengo anche che la forzatura del cambio di testata e di piattaforma multimediale per il giornalista assunto aiuti tutte quelle redazioni (mi piacerebbe sapere quali sono per inviare il cv) che, pur vivendo nel mondo del web, applicano il vecchio CNLG... Leggete e giudicate.
In mancanza di notizie ufficiali ci si deve
rivolgere a fonti ufficiose. E' piuttosto grave
che un sindacato dei giornalisti lasci i
giornalisti senza notizie.
Senza Bavaglio quindi ha raccolto qualche voce
per riuscire a capire cosa sta succedendo.
Pubblichiamo poi un documento dell'Aser
(Associazione Stampa Emilia Romagna).
Chiudere a tutti i costi la trattativa sul
contratto - rinunciando alle
garanzie normative e salariali - secondo
noi è sciocco oltre che inutile.
Il 25 marzo è convocata a Roma la
commissione Contratto e il 26 il Consiglio
Nazionale.
Ecco in sintesi le voci raccolte.
I freelance vengono abbandonati del tutto. Non compare più neppure la
richiesta che siano pagati al massimo dopo 30 giorni dalla prestazione, cioè
dalla consegna del pezzo, come per altro prevede una legge dello Stato, che
è però completamente disapplicata.
Nella busta paga dei contrattualizzati finirebbero 260 euro lordi in due
anni: una tranche in aprile 2009, l'altra in luglio 2010. Ma questa cifra
riassorbirebbe la vacanza contrattuale. Per cui tolti gli attuali 77 euro di
vacanza, in busta paga restano più o meno 30 euro netti.
Scatti. Se è vero ciò che è trapelato è gravissimo. Solo i primi tre scatti
resterebbero biennali, gli altri ogni tre anni. Restano al 6 per cento, ma
si calcolano sullo stipendio di oggi. Per cui non sono indicizzati. E poi
per un anno c'è moratoria e quindi nessuno scatto per 12 mesi. Quindi
occorre lavorare 6 anni per avere i primi tre scatti e poi 36 anni per avere
gli altri 12, più l'anno di moratoria. In totale fa 47 anni.
Dunque occorre lavorare 47 anni per completare tutti gli scatti (oggi sono
30 anni).
Multimedialità: si passa senza problemi da un settore all'altro
dell'azienda.
Trasferimenti: si viene spostati senza problemi entro i 40 chilometri.
Referendum: ci sarà ma solo in maggio e comunque avrà valore consultivo,
ossia nullo.
A metà dell'ultima Giunta della FNSI </I>(Federazione nazionale stampa italiana, nota del trascrittore)<I> a Roma sono emerse posizione diversissime e giudizi duri. Alcuni dei dirigenti si sono espressi contro
questa bozza e vorrebbero votare contro. I giudizi su Franco Siddi, segretario della FNSI, si sono sprecati. Alcuni durissimi: "Si è venduto la categoria"</I>.
[...]
Ecco alcuni estratti del resoconto dell'Aser (Associazione Stampa Emilia Romagna), una delle
associazioni con cui Senza Bavaglio non ha certo buoni rapporti:
Sui trasferimenti le parti hanno convenuto di stabilire che entro un raggio
di 40 km dalla sede di lavoro sancita nel contratto di assunzione del
giornalista non c'è trasferimento e quindi l'azienda non deve pagare alcuna
indennità.
LICENZIAMENTO VERTICI. Nel nuovo contratto è stabilita la risoluzione del
rapporto di lavoro da parte dell'azienda nei confronti di direttori,
condirettori e vicedirettori con il pagamento di una indennità che è doppia
rispetto agli attuali parametri.
Nell'ipotesi di nuovo contratto non esiste più il salario di reingresso per
i disoccupati che, una volta assunti anche con contratto a termine, dovranno
essere retribuiti secondo la qualifica almeno di redattore ordinario.
QUALIFICHE PARALLELE. Vengono introdotti meccanismi per qualifiche parallele
per coloro che non operano al desk e che scrivendo non hanno avuto quasi mai
finora possibilità di avanzamento di carriera. Con il nuovo contratto
verranno introdotte due nuove figure, in parti già esistenti, ma ampiamente
sottoutilizzate: il redattore esperto (che equivale ai livelli retributivi
del vice caposervizio) ed il redattore senior (che equivale ai livelli
retributivi del caposervizio). Pur essendoci una certa discrezionalità del
direttore, esistono meccanismi temporali (8 anni per il redattore esperto e
ulteriori 5 anni per il redattore senior) che dovrebbero garantire anche
attraverso l'opera del Cdr un automatismo che va comunque verificato sul
campo.
Dal nuovo contratto scompare l'allegato N che stabiliva regole diverse e di
fatto un contratto depotenziato per i giornalisti chiamati ad operare nei
siti web.
Il Segretario generale della Fnsi, nell'illustrare l'ipotesi di accordo sul
rinnovo contrattuale che dovrebbe essere siglato la prossima settimana, ha
sottolineato come l'ipotesi contenga elementi di positività specie per i più
giovani e per i precari e garantisca a tutti i giornalisti un vero contratto
di lavoro. "Il rischio di restare senza contratto per tre anni almeno - ha
detto Franco Siddi - era una certezza. Non era possibile rompere il tavolo e
tenerci il vecchio contratto. Quel contratto non c'è più e quella ipotesi
non era percorribile".
Le scuole di giornalismo sono un ottimo aiuto per ottenere il patentino da professionista: sostituiscono il praticantato e portano all'esame di Stato. E poi? Stando al bando dell'IFG de Martino di Milano, c'è lo sbocco nel mondo del lavoro. Quello per il biennio 2007-2009 recita: L’ Istituto “Carlo De Martino”, gestito dall’Associazione “Walter Tobagi” per la formazione al giornalismo, dal 1977 ha formato 636 giornalisti professionisti, tra questi: 35 direttori, condirettori e direttori editoriali; 7 vice-direttori; 87 capiredattori centrali, capiredattori e vice-capiredattori; 42 inviati e corrispondenti all’estero; 85 capiservizio e vice-capiservizio; 206 redattori ordinari. Totale 462 persone, e silenzio sugli altri 170 e rotti (si prega di notare la perla giornalistica: qual è il plurale di caporedattore? La <Crusca assicura che è caporedattori...)
Sono, magari per demerito, uno dei 170 e rotti. Dal mio esame di Stato sono passati nove anni (8 marzo 2000). In questi nove anni ho lavorato ininterrottamente per sette anni e mezzo come redattore, ma sono stata assunta solo per SEI MESI. Non pagata, ma questo è un discorso ancora a parte. Sono stata precaria - ma "fissa" negli stessi posti - per SETTE ANNI. Disoccupata per sei mesi. Inoccupata e in cerca di lavoro per l'anno e mezzo successivo. E non vengo citata nelle statistiche, come non vengono citati altri precari del mio biennio.
Questa mattina, improvvisamente, qualcosa si è svegliato. Nella newsletter dell'ex presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, Franco Abruzzo, si parla delle FABBRICHE DEI DISOCCUPATI. Cito: "la crisi dei mass media dal 2003 ad oggi ha mandato in frantumi il "sogno" di tanti giovani diventati professionisti. Gli assunti sono pochissimi, mentre i precari formano un reggimento. Possono le scuole dell'Ordine sfornare solo precari?". Senza contare, naturalmente, i precari pubblicisti e i precari senza alcun patentino.
La nota di Abruzzo prosegue, scendendo nel dettaglio, analizzando le 18 scuole di giornalismo di tutta Italia: "Gli allievi al biennio sono 550 circa sul piano nazionale, mentre ogni anno le redazioni perdono grosso modo 200/250 giornalisti, che vanno in pensione. Questi numeri fanno capire la gravità delle prospettive. Bisogna considerare anche che gli editori non hanno alcun obbligo di assumere i praticanti delle 18 scuole. Possono assumere chi vogliono. I giornalisti disoccupati sul piano nazionale sono 2mila circa, di cui 520 in Lombardia" (definizione di disoccupato: chi è stato assunto e non lo è più. Un co.co.co. che smette di essere pagato risulta inoccupato).
Signori, si tratta di matematica semplice, e si tratta di necessità di una riforma. Non solo delle scuole di giornalismo, per carità, ma anche di una professione e di un sistema. Se il giornalismo a livello di contratto nazionale costa troppo per gli editori, non è giusto che un'intera generazione di giornalisti sia costretta a pagarsi di tasca propria i contributi, che sia costretta a versarli a una cassa pensionistica separata e che non goda, di conseguenza, degli aiuti in un momento in cui rimane senza lavoro. Non è giusto che non abbia diritto, in futuro, a una pensione, quando al presente lavora quanto i colleghi assunti, anzi spesso di più per la mancanza di tutele che regna nelle redazioni, per i controlli che non ci sono. E' una preghiera vana ma sentita: questa generazione va aiutata ora, nel periodo di massima crisi, perché rischia concretamente di essere un peso oltre che per se stessa anche per le generazioni future quando avrà l'età per andare in pensione e non avrà diritto a ricevere la pensione stessa. Ammesso che per allora esista ancora l'Inpgi, ma questo è un altro discorso.
Ricevo da dei colleghi di Livorno e di Pisa e pubblico:
Giocare un derby senza tifosi è come amare una donna e non potersi fare avanti, non soffrire ne' gioire con lei, guardarla da lontano e lasciarla andar via. Il derby dell'Arena Garibaldi fra Pisa e Livorno, che purtroppo sarà disputato senza gran parte dei tifosi, avrà questo triste sapore. Eppure i tifosi non fanno male al calcio. Noi tutti ci siamo innamorati delle maglie e delle bandiere, del tifo e degli sfottò che da sempre condiscono il mondo del pallone e che in genere traggono origine dal sano campanilismo, non certo dal rancore o dalla malafede.
Anche la storia dei giornalisti livornesi aggrediti nelle aree stampa dello stadio di Pisa il 17 febbraio 2002, in occasione dell'ultimo derby giocato a Pisa prima di questo, in fin dei conti, avrebbe avuto tutto un altro significato se ai cronisti prima offesi e aggrediti, poi sottoposti a offese in diretta tivù da alcuni colleghi locali, fosse stato riconosciuto il giusto onore, fosse stata resa la dignità. Invece, nel goffo tentativo di giustificare l'ingiustificabile, prima si è cercato di far passare i malcapitati come coloro che avevano provocato gli incidenti (sic!) e poi si è calato su questa vicenda un velo di inaccettabile silenzio senza dar mai loro la possibilità di difendersi.
Sette anni dopo, ora che le disposizioni del ministro Maroni sono riuscite a mettere d'accordo le due tifoserie, ci pare doveroso ricordare quella brutta pagina in cui le prime a sbagliare furono le istituzioni giornalistiche, Ordine professionale ed Associazione stampa, che non spesero neppure una parola di solidarietà verso chi quel giorno poteva rimetterci la pelle. Ammesso e non concesso che uno di loro, come fu detto, abbia fatto davvero il gesto del medio a un tifoso locale, non sono infatti da ritenersi mai accettabili due o tre aggressioni (in buona parte registrate da immagini televisive), attacchi verbali di colleghi arrazzati e il successivo assordante silenzio. Crediamo che il non raccontare i fatti in modo corretto, l'ergersi a giudici invece di fare i giornalisti, sia un modo di fare cattiva informazione che, pisano o livornese che sia, va stigmatizzato anche in modo retroattivo.
Conforta invece il fatto che in questi giorni in cui le tifoserie amaranto e nerazzurra si sono ritrovate unite in piazza a manifestare, in definitiva, per la sopravvivenza del calcio, diversi amici tifosi del Pisa abbiano con noi condiviso l'idea di questa lettera. E sul campo, vinca il migliore!
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