Giornalisti non per Caso

Giornalisti e pirati, filibustieri che non pagano ed idealisti
martedì, 27 novembre 2007

Made where?

Segnalo una vignetta di Le Monde sulla "gita cinese" di Sarkozy.

Sarko a un cinese: "Permetteteci di offrirvi il Made in France"
Il cinese a Sarkozy: "E noi vi offriamo il Made in France Made in China".
postato da: CasoBeffardo alle ore 14:04 | link | commenti (1) | commenti (1)
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martedì, 27 novembre 2007

Povera patria

Ho perso gli appunti per un post. Credo che riguardasse un sondaggio di Repubblica, ma non ho certezze. Mi resta solo una nota sull'agenda che dice: "Povera Patria". Va bene anche così.
postato da: CasoBeffardo alle ore 13:54 | link | commenti | commenti
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martedì, 27 novembre 2007

Rai-Mediaset, Annapolis e strane alleanze

Si fa un gran parlare del patto di non belligeranza, se non dell'alleanza, tra Rai e Mediaset all'epoca del Governo Berlusconi. Sarà consentito fare un po' di (facile) ironia sul fatto che due quotidiani di certo non allineati come Il Manifesto e Il Foglio sono usciti con la stessa battuta sul meeting di Annapolis?

"Vedi Annapolis e poi muori", spara il quotidiano di Gramsci in prima, "vedi Annapolis e poi muori" sogghigna Maurizio Crippa da pagina quattro di quello di Ferrara. Patto concordato? ;)
postato da: CasoBeffardo alle ore 13:29 | link | commenti | commenti
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martedì, 27 novembre 2007

Graziella Campagna, Clemente Mastella e la paura

Stefania Carini, "Teledipendente" di Europa, critica Clemente Mastella: "Mastella contro il Capo dei Capi. Che presa di posizione. Ma è conto la flction che lui ce t ha. Dice che andrebbe sospesa. Manca, quell’aspetto educativo che rimanda ai valori di una società. [...] E' chiaro che il ministro non ha visto la fiction, visto che si basa tutta sulla contrapposizione tra due amici ora nemici.

Del Capo dei Capi ho visto solo la prima puntata e alcuni spezzoni delle altre, ma concordo con Carini. Clemmy è lo stesso che ha chiesto di differire la messa in onda della fiction su Graziella Campagna, una ragazzina di 17 anni che nel 1985 è stata assassinata (dato certo) a Villafranca Tirrena (Messina). Il 12 dicembre saranno ormai 22 anni. Come molte ragazzine, lavorava a Villafranca per avere qualche soldino, neanche pochi per allora: 150.000 lire al mese come aiutante in una lavanderia. Dava una mano a casa, nella vicina Saponara, amava ricamare, amava la musica. Una tipetta come tante, probabilmente, una ragazza tranquilla. Quella sera è uscita dalla lavanderia intorno alle otto, come sempre. E non è più arrivata a casa. Alla fermata del bus è stata avvicinata da un corteggiatore, che era stato respinto, ma senza problemi. Dice. Passa il bus, e la mamma l'aspetta alla fermata a Saponara. Ma Graziella non scende: la famiglia si preoccupa, le autorità e gli amici pensano a una fuitina, ma il ragazzo incriminato non ne sa nulla ed è a casa sua.

Il giorno dopo il fratello, peraltro carabiniere, la trova morta in campagna. Stupro? Qualcosa andato male? I proiettili di lupara intorno al corpo sono cinque, un po' troppi per un amante respinto. La ragazza è ancora vestita, poi. E uno dei colpi, sparato quando era a terra, l'ha raggiunta alla faccia. Sembra un messaggio mafioso. Vicino al luogo del delitto c'è anche una specie di fortino con recenti tracce umane, ma la polizia segue altre piste. Ignora le strade che portano a questo forte, il fatto che se Graziella non è salita sul bus è perché conosceva chi le deve avere dato il passaggio.

Qualche giorno prima di morire la ragazza aveva scoperto nella tasca di una giacca un documento che sosteneva che il proprietario della giacca, tale ingegner Eugenio Cannata, in realtà era Geraldo Alberti junior, figlio di uno dei grandi boss di Palermo. Che è accompagnato da uno dei suoi guardaspalle. Solo che il signor "Cannata" si accorge di avere perso questo documento e si infuria. La storia è confermata sia dalla madre di Graziella, cui la ragazza ha raccontato tutto, sia dal personale della lavanderia. Già nel 1989 (solo quattro anni: in Italia è un piccolo record) Alberti e il guardaspalle, Sutera, vengono rinviati a giudizio. Ma poi il pm, cioè l'accusa, chiede l'annullamento del rinvio a giudizio per un vizio di forma (ovvero "scusate, ho sbagliato qualche cosa nell'accusa, fate finta di niente..."). Si rifà tutto e il pm chiede l'assoluzione dei due accusati. Cosa che puntualmente avviene.



Un'altra inchiesta, una decina di anni dopo, riporterà alla luce il nome di Alberto jr, legato a nomi di altri boss tra cui Santo Safemi, un amico di quel pm del processo, di quel giudice del processo, di tante altre persone importanti, tra cui un sostituto procuratore. Il titolare proprio dell'indagine su Graziella. Ne parlano alcuni pentiti, fanno nomi e cognomi.

Nel 1996 (quasi 11 anni dopo il delitto) un pm chiede la riapertura delle indagini, e vanno sotto processo Alberti, Sutera e i titolati della lavanderia per un possibile favoreggiamento (qualcuno che la ragazza conosceva doveva essere sulla macchina su cui, probabilmente, lei è salita O non lo avrebbe mai fatto). Il boss Sfameni, peraltro, no. Tra Cassazione, Assise e varie tappe nel 2007 (quasi 11 anni dopo il via, quasi 22 anni dopo la morte di Graziella), il processo sta per concludersi. E allora, secondo il ministro, non è opportuno parlarne in tv. Come se i giudici, dopo tanto tempo, non dovessero avere le idee chiare e potessero lasciarsi influenzare da una fiction, un racconto. Una probabile finzione. Così come è "finta e poco morale" la storia di Riina ne "Il Capo dei Capi". Ma di cosa hanno paura?
postato da: CasoBeffardo alle ore 13:22 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: clemente mastella, europa, stefania carini, graziella campagna
martedì, 27 novembre 2007

Titoli e ucronie

(L'ucronìa (anche detta storia alternativa o allostoria) è una forma di narrativa che tratta di un mondo la cui storia si è differenziata dalla storia comunemente conosciuta, sostituendo a degli eventi storicamente avvenuti degli eventi ipoteticamente possibili).

Un titolo da un quotidiano locale dei giorni scorsi: Welfare, la sinistra promette battaglia. Di primo acchito: quand'è che la destra ha vinto le elezioni? E' stato un momento fortemente ucronico :)
postato da: CasoBeffardo alle ore 12:38 | link | commenti (2) | commenti (2)
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venerdì, 16 novembre 2007

(Racco)mandati a quel Paese!

Repubblica ci presenta uno studio: oltre quattro italiani su dieci hanno un lavoro grazie alla famiglia o alle conoscenze di amici. In pratica, è la tesi, sono raccomandati.

Io conosco buona parte degli altri.

(Per inciso: a pesare non sono quelli che lavorano grazie alla famiglia, e che comunque hanno trovato il posto. Sono quelli che il posto lo mantengono e lo manterranno sempre, grazie alla famiglia o alla Famiglia, che scocciano)
postato da: CasoBeffardo alle ore 23:03 | link | commenti (4) | commenti (4)
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giovedì, 15 novembre 2007

Vive la France

Senza entrare nel merito delle scelte fatte dal presidente Nicolas Sarkozy, o degli scioperanti che stanno mettendo in ginocchio i trasporti francesi, vorrei sottolineare una cosa:
eletto a maggio, Sarkozy ha già preso molte decisioni, tra le quali il riformare le pensioni (era luglio quando ha presentato il progetto). La scelta non è piaciuta ai lavoratori, che almeno nei trasporti scioperano a oltranza.
Proprio come da noi: un governo che agisce in sei mesi (e anche meno), una piazza che protesta e sa quello che vuole. Uguale uguale. Preciso. Che bel Paese che siamo.
postato da: CasoBeffardo alle ore 10:56 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: italia, , francia, sciopero
martedì, 13 novembre 2007

Non solo violenza

Uno stadio controcorrente, in mezzo al casino, non fa notizia. Ma ringrazio il sito di Real Soccer per averci ricordato che non tutti gli ultras hanno fatto bordello o esposto striscioni contro lo Stato e la Polizia: http://snipurl.com/1tkm6. Il tag è l'unico possibile, l'unico che ci ricorda che sia giusto pensare in qualche modo positivo.
postato da: CasoBeffardo alle ore 14:56 | link | commenti | commenti
categorie: calcio
martedì, 13 novembre 2007

Se ho ragione...


La domanda cui vorrei vedere data una risposta sui giornali di domani:


Gabriele è stato colpito da sinistra verso destra o il contrario? Da che lato il foro del proiettile è più alto?
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categorie: gabriele sandri
martedì, 13 novembre 2007

Libero, storie e uomini che fumano

Il mio amico libero racconta una storia "NON VERA" che si spinge molto più in là di quello che ho scritto finora. Io e il libero non abbiamo le stesse idee politiche o altro, probabilmente (ne abbiamo mai parlato? Non mi ricordo), ma la tesi è condivisibile e vi invito a leggere il suo post.

1) Un poliziotto spara a mani tese da una parte all'altra dell'autostrada centrando un bersaglio in movimento: da 70-90 metri, con una pistola e non con un fucile di precisione, non è affatto male.

2) Il suddetto poliziotto ha sentito il rumore di una rissarella attraverso un'autostrada

3) La suddetta rissarella era già terminata, altrimenti i laziali non sarebbero stati già in macchina.

4) Se uno da una montagnola spara un proiettile verso una macchina dall'altra parte dell'autostrada, deve avere anche un bel fondoschiena a non colpire guard rail, reti di protezione e, SOPRATTUTTO, altre macchine. Il primo pensiero dovrebbe andare proprio all'ignaro cittadino che sta passando. Altro che perdere la testa, per pensare di sparare un colpo così: bisogna essere folli in partenza. E se avesse centrato un tir, un pullman, qualcosa? Ammazzato non tanto Gabriele Sandri, quanto una famigliola felice o, peggio (per quantità), un pullman di pellegrini diretti all'Angelus? Non ci ha pensato nemmeno un minuto?

5) Se l'agente ha perso la testa per la rissarella, cosa avrebbe fatto in caso di una rapina? Usa il mitra?

6) E' stata ritrovata l'ogiva del proiettile che ha ucciso Sandri. E' compatibile con il carico delle pistole in dotazione a quegli agenti. La suddetta ogiva (per chi non lo sa, è la punta del proiettile) è solo scalfita, forse dalla catenina di Gabriele. Non me ne intendo, ma quanto cavolo è dura un'ogiva che resiste allo sfondamento di un lunotto di una macchina, e che dopo 90 metri attraversa il collo di uno?

7) I lettori del libero si chiedono dov'è "l'uomo che fuma"... Ottima domanda, in effetti. Gli ho risposto che in un autogrill c'è sempre qualcuno che fuma. Ma se non fosse ironia?

8) Compatibile... compatibile... compatibile... A fare dietrologie le orecchie ronzano sempre. Mi sento un po' il Fracassi che ho tanti criticato in altri post.
postato da: CasoBeffardo alle ore 13:07 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: gabriele sandri, il destino del libero, uomo che fuma

Chi sono

Utente: CasoBeffardo
Giornalista professionista, nel campo da quasi dieci anni, al momento in cerca di un'occupazione seria, prima ancora che stabile. La libertà di espressione per me è il primo valore. Ma ammetto che il poter pagare l'affitto è il secondo...

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