Giornalisti non per Caso

Giornalisti e pirati, filibustieri che non pagano ed idealisti
domenica, 30 marzo 2008

Aiuto, abbattono San Siro (del rugby)

Milan-Atalanta sarà l'ultima partita della storia per lo stadio Giuseppe Meazza di Milano. Il Comune ha infatti approvato un piano regolatore che prevede, nella zona di piazzale Axum, la costruzione della nuova sede della Biblioteca europea. Le squadre di Milan e Inter termineranno la stagione disputando le gare interne presso lo stadio Zini di Cremona.

Una notizia del genere provocherebbe un'insurrezione quanto meno a livello mediatico. San Siro, uno dei templi del calcio italiano, chiuso a tradimento e a stagione in corso? Naturalmente non sarà il Meazza a chiudere. Eppure capita realmente: Overmach Parma-Montepaschi Padova (17-27) di sabato è stata l'ultima partita di rugby disputata nello storico Sergio Lanfranchi della città emiliana da parte dei gialloblù. L'area a ridosso della stazione, infatti, verrà bonificata dopo il 5 aprile e vedrà sorgere la sede dell'Agenzia europea per la Sicurezza alimentare (Efsa). E i tifosi dell'Overmach (freschi vincitori della Coppa Italia e reduci dai primi importanti successi nelle Coppe europee) e quelli della seconda squadra cittadina, il GRAN Parma (ma anche i fan dei Panthers, squadra del football americano che quest'anno è stata tra l'altro tenuta a battesimo dallo scrittore John Grisham), abbonati e non, termineranno la stagione trasferendosi al Comunale Mirabello di Reggio Emilia.

I luoghi vanno e vengono, si sa. La tristezza, è che al momento Parma, una delle città storiche del rugby italiano, non ha un altro impianto. Sarebbe davvero come se Milano abbattesse San Siro senza dare a Inter e Milan la possibilità di traslocare in un altro stadio: un assurdo. Ma non se ne parla. Nel nostro paese il rugby è solo il Sei Nazioni, e solo se l'Italia non le perde tutte.

A proposito: il "cucchiaio di legno" gli azzurri lo hanno vinto lo stesso, anche dopo aver sconfitto la Scozia. Spiacente.

postato da: CasoBeffardo alle ore 14:36 | link | commenti | commenti
categorie: sport, rugby
mercoledì, 26 marzo 2008

Caso-Unità: "Non è vero quello che dicono su di noi"

Milano Finanza nel giugno 2007 aveva addirittura anticipato la notizia del licenziamento dei redattori di Dieci, nel senso che lo aveva pubblicato prima ancora che i diretti interessati ne fossero informati, riportando un'intervista all'editore Fabio Caso nella quale si parlava di "immotivata astensione dal lavoro" ma non citando nemmeno una volta il mancato pagamento degli stipendi come causa dello sciopero.

Adesso interviene nella vicenda del possibile acquisto dell'Unità da parte della famiglia con un articolo intitolato: LA FAVOLA DEI CASO DA DIECI ALL'UNITA' nel quale lo stesso Fabio Caso calca la mano sul fatto che i redattori abbiano revocato lo sciopero inizialmente fissato per oggi (qui il comunicato per una richiesta esplicitamente rivolta alla redazione dalla presidente della Nie, Marialina Marcucci) e assicura di essere pronto a "chiudere, pagando cash" (14 milioni di euro), entro una settimana o dieci giorni.

La perla è che l'articolo inizia elencando le 35 cause di lavoro dei redattori di Dieci, ricordando i fallimenti "in serie" della Hopit, la società di famiglia (Seved, Pmedit, Fanae, EditorialeDieci), le fantomatiche alleanze in Russia così come il deposito in euro presso una banca russa (dovrebbe essere la MejiProm Bank Internazionale), e la possibilità che il capitale della Hopit (50 milioni di euro) sia in realtà emesso in cordoba, moneta nicaraguense: a Managua e dintorni i Caso hanno interessi nel settore ferroviario.

Fabio replica: "Tutto quello che dicono su di noi è falso. Nel 2005 abbiamo lanciato un'emissione obbligazionaria in euro per la costruzione di ferrovie in Nicaragua".

Nessuno discute che l'operazione centroamericana mediante la Consorcio Ferronica SA, come dice il sito della Hopit (una società controllata al 75%, l'altro quarto è degli enti pubblici nicaraguensi), sia proprio come sostengono i Caso*. Ma non si può dire che i fallimenti succitati non siano veri, che le cause di lavoro dei dipendenti di Dieci non siano vere, né che quelle vinte dai giornalisti di un altro quotidiano morto, Globo News, siano state evase. Quindi non proprio tutto quello che viene detto è falso.



*Al momento in Nicaragua non esiste una rete ferroviaria. La rete che esisteva agli inizi del secolo scorso è stata smantellata, come confermano i siti Viaggiare sicuri del Ministero degli Esteri, quello francese (Affaires étrangères) e quello britannico (Foreign Office).


Il progetto di ferrocarrìl in Nicaragua, al momento, è in corso, come confermano il presidente venezuelano Hugo Chávez e quello locale Daniel Ortega (¿El Ferrocarril puede ser una realidad en Nicaragua, gracias a la cooperación venezolana?


Respuesta de Hugo Chávez

No sólo venezolana; la cooperación de distintos países de América Latina, del Caribe y del mundo. Nosotros estamos haciendo un plan ferroviario y estamos trabajando con Italia, Francia y distintas empresas venezolanas también.

Y ahora, estamos comenzando a instalar una fábrica de rieles y equipos de locomotoras y vagones. Así que tendremos capacidad instalada en pocos años, para ayudar a Nicaragua, ¡como no! para hacer un ferrocarril, que hace falta, y a Centro América.


Palabras de Daniel Ortega

Nosotros estamos haciendo gestiones para el ferrocarril, con Japón y con Italia) sul sito ufficiale del Gobierno de Nicaragua. Da nessuna parte viene citato il Consorcio Ferronica SA, comunque.
postato da: CasoBeffardo alle ore 17:44 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: caso, dieci, unità, milano finanza
mercoledì, 26 marzo 2008

Mammo o Gemello?

Svista emendata nel pomeriggio, quando ho potuto controllare.

Corriere.it racconta la storia di Thomas Beatie, una ex donna americana che, pur cambiando sesso, ha scelto di mantenere l'utero e le ovaie e che ora è incint...o. Ecco l'incipit dell'articolo:



" L'incredibile storia che arriva dagli Stati Uniti ricorda vagamente il film «I gemelli» con Arnold Schwarzenegger e Danny DeVito, dove il primo rimane "incinto" a causa di un eccezionale quanto fantascientifico esperimento di fecondazione artificiale".



Dalle pagine del dizionario cinematografico Morandini I Gemelli: "Fecondata artificialmente da sei uomini geniali, Mary Ann dà alla luce due gemelli, uno atletico e colto, l'altro tracagnotto e discolo. Crescono separati, si ritrovano al loro trentacinquesimo compleanno e cercano la mamma. Schwarzy occupa lo schermo con muscoli lucidi e ingombranti, D. DeVito sfora gli angoli con il suo faccione che aggredisce ogni spazio. Da questo connubio scaturisce una comicità da mostro a quattro braccia e due teste, farsesca e ripetitiva". Di un figlio, nessuna traccia. Non sarà mica Junior, il film in questione (da noi sottotitolato il Mammo o qualcosa del genere)?



Sempre dal Morandini Junior:



"Gli bloccano i fondi per la sperimentazione di un nuovo farmaco antiaborto, così uno studioso della fertilità decide di trasformarsi in cavia e si inietta un ovulo fecondato col proprio sperma. L'esperimento funziona, lui si è trasformato anche psicologicamente e decide di portare a termine la gravidanza. Scopre che l'ovulo era stato donato da una donna della quale si è nel frattempo innamorato. Parto felice. L'idea non è nuova (Niente di grave, suo marito è incinto, 1973, di Demy, con Mastroianni e la Deneuve) e la trovata commerciale di trasformare un popolare supermacho in un paradossale esempio di materna tenerezza funziona, ma la commedia diverte poco, la mancanza di verosimiglianza incide troppo e la bravura degli interpreti e il brio registico non bastano".



Tempo consultazione internet: approx. 5 min
postato da: CasoBeffardo alle ore 10:46 | link | commenti | commenti
categorie: corriereit
giovedì, 20 marzo 2008

L'Unità, prime agitazioni


"L'assemblea delle redattrici e dei redattori de l'Unità torna a esprimere fortissima preoccupazione per le notizie relative al possibile ingresso maggioritario (si parla del 70%) del Gruppo Caso nella proprietà del giornale"

Qui il testo completo del comunicato

Due estratti:

Le informazioni che riguardano la storia imprenditoriale di questa società, infatti, pongono forti e oggettivi interrogativi sulla sua affidabilità economica e sul suo rispetto dei più elementari diritti sindacali: è una storia di aziende e giornali aperti e chiusi, di licenziamenti in blocco, di lavoratori lasciati senza stipendio e senza lavoro.

E, soprattutto: Il giornale rischia un deperimento. E il pericolo è che le capacità professionali di cui dispone possano essere mortificate da una affannata gestione editoriale e industriale.
postato da: CasoBeffardo alle ore 17:47 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: caso, unità
mercoledì, 19 marzo 2008

Giustizia (parziale) è fatta

Avevo già cercato di raccontare al meglio la storia di Graziella Campagna, una ragazzina (stiratrice presso una lavanderia) vittima della mafia. Ergas tolo per Gerlando Alberti jr e Giovanni Sutera.Assolta Francesca Federico, titolare della lavanderia presso cui lavorava Graziella.

Cos'è successo? Graziella ritrovò un'agendina in una giacca. In questa agendina si dimostrava la vera identità di un cliente noto come ingegner Toni Cannata (Sutera). Alberti jr, che a sua volta si spacciava per il geometra Gianni Lombardo.

L'inchiesta fu archiviata nel 1990, salvo riemergere nel '96 grazie a 'Chi l'ha visto?' e alle dichiarazioni di alcuni pentiti. Grazie la trovò l'agendina, ne parlò a una collega e alla signora Federico. Le due furono condannate in primo grado per favoreggiamento, e ora sono state assolte. Alberti jr tornò libero, prima condannato, tornò libero nel settembre 2006 perchè gli stessi giudici di primo grado non depositarono entro i termini le motivazioni della sentenza. Oggi si è tornati alle origini: ergastolo per Alberti e Sutera.

Al di là dei meriti della vicenda, un'italiana ha finalmente avuto giustizia (con 22 anni abbondanti di ritardo). E chi ha cercato di impedire la messa in onda della fiction su Graziella (sempre qui: Graziella Campagna), ci pensi un po' su.
postato da: CasoBeffardo alle ore 04:52 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: mafia, graziella campagna
martedì, 18 marzo 2008

Ritorna il Caso Unità

Riprendo il titolo di un post di Marco Liguori sul suo blog. Riassumo brevemente l'allarme lanciato: i Caso, Gian Gaetano e Fabio, vogliono comprarsi l'Unità. Ve ne avevo parlato alcuni giorni fa. Domani i redattori dell'Unità si riuniranno per decidere il da farsi nel caso che la famigerata Hopit arrivi a possedere il 60% delle azioni del giornale.

Vi suggerisco, se interessati, la lettura del post di Marco Liguori cliccando qui.

Nel testo viene riportato anche l'articolo originale di Italia Oggi che ha dato il la alle polemiche portando alla luce la vicenda.
postato da: CasoBeffardo alle ore 18:03 | link | commenti | commenti
categorie: caso, unità
sabato, 15 marzo 2008

Ho abbattuto il Piccolo Principe

Poteva essere finito in un altro tempo, come raccontano i fumetti di Zona X (eccellente serie, conclusa da anni, della Bonelli). Poteva essere semplicemente partito per l'ultimo Volo di Notte. Poteva essere fuggito in un'altra dimensione assieme alla leggendaria Amelia Earhart.

Non è stato così. Il mito è molto più banale. Antoine de Saint-Exupery è stato abbattuto da un pilota tedesco il 31 luglio del 1944. Lo scrittore, padre del Piccolo Principe, è stato abbattuto mentre, a bordo del suo Lightning con un carico di posta, attraversava il Mediterraneo diretto a Tolone. Uno scrittore francese ha scovato il pilota tedesco che lo ha abbattuto, tale Horst Rippert, diventato poi giornalista. "Ho sperato, e spero ancora, che non fosse lui. Da giovani abbiamo letto tutti le sue opere, amavamo i suoi libri. Sapeva descrivere in maniera ammirevole il cielo, i pensieri e i sentimenti dei piloti. La sua opera ha suscitato la vocazione in molti di noi. Amavo il personaggio. Se avessi saputo, non avrei sparato. Non su di lui".

Horst, Saint-Exupery non è morto. E' in un'altra dimensione, quella dei nostri sogni. Noi ci crediamo.

postato da: CasoBeffardo alle ore 19:51 | link | commenti | commenti
categorie: saint-exupery
sabato, 15 marzo 2008

Stop it now

postato da: CasoBeffardo alle ore 17:43 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: cina, diritti umani, olimpiadi
venerdì, 14 marzo 2008

Caso ci riprova e punta in grande

L'Unità alla famiglia Caso


La vendita del quotidiano prevista per dopo Pasqua. Marcucci resta ai vertici


Accordo con la Hopit: transazione da 3-4 milioni



Questo articolo è stato pubblicato dal quotidiano Italia Oggi in edicola - venerdì per evitare la ripetizione. Cosa pensi di Fabio Caso è noto dal primo post di questo blog. La preoccupazione ora serpeggia anche a casa dei colleghi di questo prestigioso quotidiano, a prescindere dalle idee politiche. Questo comunicato di risposta da parte del cdr dell'Unità è di poco più di un'ora fa.


L'Unità, preoccupazione per le indiscrezioni sul cambio di proprietà


E’ con grande preoccupazione che la redazione de l’Unità accoglie notizie di stampa su eventuali imminenti cambiamenti ai vertici della società editrice del quotidiano. Ipotesi che, a giudicare da quel che viene scritto, appaiono se non altro opache sotto il profilo sia delle motivazioni editoriali sia di quelle tecnicamente imprenditoriali.


Ancora una volta chiediamo garanzie chiare circa un passaggio cruciale nella vita del giornale. L'esperienza dovrebbe insegnare a evitare metodi di trattativa sbrigativi e superficiali nella scelta degli interlocutori, a maggior ragione in considerazione della identità politica del giornale e del suo peculiare rapporto con i lettori.


Come già negli ultimi travagliati mesi, il Cdr chiede che l’attuale compagine azionaria non segua strade che non diano sufficienti garanzie di solidità né certezze circa la capacità di investimento necessarie allo sviluppo del giornale. Ed è per questo, per avere chiarezza sul futuro e per ottenere tempestiva informazione sugli ulteriori sviluppi nelle trattative con eventuali acquirenti, che il Cdr chiede un incontro immediato con la presidente della società editrice, Marialina Marcucci, convocando, inoltre, un’assemblea dei redattori per lunedì 17 alle ore 15.


Ancora una volta siamo a ribadire che per il bene del giornale si debba evitare di perseguire strade che alla fine possano rivelarsi senza sbocco, implicando peraltro – se le notizie di stampa venissero confermate – quella che si configurerebbe come una sorta di svendita.


E, ancora una volta, chiediamo che vengano verificate fino in fondo tutte le disponibilità, chiare ed esplicite, che si sono manifestate a tutt’oggi, prima fra tutte quella dell'editore di Europa 7, Francesco Di Stefano. A lui chiediamo però di andare oltre le parole e di esprimere in tempi rapidi atti espliciti che dimostrino nei fatti la volontà di diventare editore del giornale fondato da Antonio Gramsci. L’Unità merita una soluzione che sia all’altezza della sua storia
.
postato da: CasoBeffardo alle ore 22:46 | link | commenti | commenti
categorie: editoria, caso, unità
giovedì, 13 marzo 2008

Raggiungeteci ora! Contro le censure

Join Us Now, Rejoignez Nous Maintenant. Così Reporter sans Frontières ha invitato le popolazioni di "Birmania, Cina, Corea del Nord, Cuba, Egitto, Eritrea, Tunisia, Turkmenistan e Vietnam" a unirsi per la giornata mondiale contro la censura su internet. Ieri si è infatti celebrata la seconda giornata a tema, e il 12 marzo diventerà una data fissa.

RSF offre una nuova guida ai blogger di tutto il mondo per riuscire a evitare i limiti imposti dal governo anche attraverso l'uso di programmi informatici. Qui trovate il link alla versione francese della guida. Su www.rsf.org sono disponibili anche altre lingue.

"La crescente repressione dei blogger e le chiusure sempre più numerose dei siti internet (nel mondo) hanno bisogno della nostra mobilitazione, impongono delle risposte".

Va comunque sottolineato che l'Unesco, l'11 marzo sera, ha ritirato l'appoggio alla manifestazione voluta dai giornalisti mondiali. RSF sospetta l'intervento dei paesi ritenuti "nemici di internet", una quindicina in tutto, presso la stessa Unesco.

Al momento i cyberdissidenti in carcere nel mondo sono almeno 67, e 2.600 tra siti internet, blog e forum di discussione sono stati chiusi o resi inaccessibili nel solo 2007.
postato da: CasoBeffardo alle ore 21:33 | link | commenti | commenti
categorie: censura, rsf , sans frontières

Chi sono

Utente: CasoBeffardo
Giornalista professionista, nel campo da quasi dieci anni, al momento in cerca di un'occupazione seria, prima ancora che stabile. La libertà di espressione per me è il primo valore. Ma ammetto che il poter pagare l'affitto è il secondo...

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