"Vai Giorgio, coraggio Giorgio". Il labiale di Fabio Cannavaro che, prima dei calci di rigore di Spagna-Italia, cerca di caricare il giovane Chiellini, fin lì immenso e probabilmente esausto. Poi la sequenza dei tiri dal dischetto e, al quarto tentativo, l'errore di Di Natale. Quello che promuove la Spagna in semifinale e rimanda a casa l'Italia. Niente di anomalo, ma c'è un ma, che si ricollega alle parole di Cannavaro a Chiellini, che non è un rigorista.
Perché incitare "Giorgio" che il rigore non l'avrebbe mai battuto? Perché, forse, mancava uno dei rigoristi? Il conto, pensando anche che Del Piero era entrato da pochi minuti, al 108' per l'esattezza, proprio per tirarne uno, dovrebbe essere facile. E no, invece. Perché i cinque rigoristi azzurri si erano messi tutti in fila: Grosso, De Rossi (che sbaglia e dichiara: "Se i rigoristi non vanno sul dischetto io non mi tiro indietro. E se non mi dicono fatti da parte io non mi sottraggo alle mie responsabilità"), Camoranesi, Di Natale e... E? E Ambrosini. In fila c'era lui, non Del Piero.
Un errore? Un equivoco? Una ripresa errata in tv? Oppure "Vai Giorgio" era davvero la ricerca di almeno un rigorista perduto? Misteri dell'Italia.

Conciliabolo al momento di battere i rigori: Di Natale, Toni, Ambrosini, Panucci e Zambrotta - insieme ai panchinari - sono intorno al ct. E gli altri? (cliccare sulal foto per ingrandire)