Trent'anni fa veniva ritrovato morto Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana rapito e assassinato dalle Brigate Rosse. Più che doveroso ricordare la sua figura (penso ai servizi sugli studenti delle superiori milanesi: "Un Presidente dello Stato", "un comunista", eccetera), più che doveroso istituire una giornata della memoria per tutte le vittime del terrorismo:
qui una lista sommaria delle persone uccise, a prescindere dal colore di appartenenza.
Vale però la pena di ricordare, oltre a Moro, un altro ragazzo "vittima del terrorismo", un trentenne che, proprio il 9/5/1978, fu ritrovato cadavere. Non che lo avessero nascosto, visto che lo hanno ucciso con una carica di tritolo piazzata sotto al corpo legato alle rotaie del treno. Era
Giuseppe "Peppino" Impastato. Parlo di terrorismo perché Impastato fu dichiarato, all'inizio, un terrorista vittima dei suoi stessi atti (era un candidato socialista al consiglio comunale), e non si volle riconoscere quella che divenne poi la verità acclarata. Fu assassinato dalla mafia per aver rinnegato la sua famiglia, legata alla mafia, e per aver più volte denunciato dai microfoni della sua
Radio Aut, gli affari della criminalità della sua Cinisi, e dei dintorni. Per la sua morte, a distanza di anni (era il 2002), due dei mandanti sono stati condannati: Vito Palazzolo a 30 anni, Gaetano Badalamenti all'ergastolo.
Esistono, però, anche dei 9 maggio allegri: nel 1950, a Parigi, alle ore 16, il ministro degli Esteri francese Robert Schuman presenta la
Dichiarazione Schuman che contiene, per la prima volta, il concetto di una Comunità Europea come quella che, di fatto, porterà alla formazione della Comunità economica del carbone e dell'Acciaio. Fu il primo atto verso la nascita dell'Unione europea.
Di Impastato e dell'Unione europea, al Tg5 e al Tg1 della mattinata, non se ne è accennato. Allora li ricordo qui. Ecco tutto.