Dall'Indipendente di qualche giorno fa (martedì 9 ottobre):
Una vita all’ombra di papà . Tommaso Padoa-Schioppa è figlio di Fabio Padoa-Schioppa, amministratore delegato delle Assicurazioni Generali. Dopo la laurea alla Bocconi, non senza incidenti di percorso come la bocciatura all’esame di Economia 1, con una borsa di studio italiana (la precisazione è importante), elargita da Bankitalia e intitolata a Bonaldo Stringher (ex governatore), si perfeziona al prestigioso Mit di Boston, dove era già stato prima di lui Antonio Fazio. Siamo negli anni Sessanta, a quei tempi i “bamboccioni” italiani che avevano la possibilità di studiare negli Stati Uniti appartenevano a élites molto ristrette. La borsa di studio copriva paizialmente i costi (retta e tasse) e occorreva una solida copertura familiare per soggiomare negli Usa. L’altra bocriatura Tps l’ha rimediata un anno fa quando il Financial Times lo ha classificato ultimo fra i ministri dell’economia europei.
I pochi allievi italiani allora ai Mit di Boston ticordano Tps volenteroso, ma poco brillante. Il suo primo lavoro è alla C & A Brenninkmeyer, multinazionale della moda. Se fosse rimasto lì avremmo un ottimo direttore di grandi magazzini. Ma dura poco perché, forse i meriti o la mano paterna, lo indirizzano in Banca d’Italia con un primo incarico alla sede milanese e, poco più che trentenne, ha l’incarico di responsabile della divisione mercati monetari del dipartimento di ricerca. E allora, probabilmente, che Tps si separa dal mondo delle persone normali, quelle che si misurano con difficoltà quotidiane, che devono acquistare una casa o pagare un affitto".
Niente di male se papà e mamma ti danno una mano, è vero. Ma è umiliante se ti passano vitto e alloggio... Già , già , già ...